Metà del traffico che i report classificano come diretto non è gente che digita il tuo indirizzo a memoria: è gente che ha aperto un link dentro una chat. Nessuno strumento te lo dice, perché nessuno lo misura.
Fonte: clic sui link di bas.so, ultimi 90 giorni.
Quando qualcuno tocca un link dentro WhatsApp, la pagina non si apre nel browser del telefono: si apre in un browser interno all'app. Quel browser non manda l'header Referer, l'informazione che dice al sito da dove arriva la visita.
Senza referrer, Google Analytics non ha niente da leggere e fa l'unica cosa che può fare: mette la visita nel secchio «diretto», insieme a chi ha davvero digitato l'indirizzo. Lo stesso vale per Instagram, TikTok, Telegram, LinkedIn e Discord.
Il dato non è perso. È solo che nessuno lo va a leggere dove si trova: nello user agent, dove ogni app scrive il proprio nome.
Al momento del redirect, bas.so legge la firma che l'app lascia nello user agent e la registra insieme al clic. Non serve aggiungere parametri all'URL, non serve uno script sulla pagina di destinazione, non serve un cookie. Riconosce 17 app:
Il riconoscimento avviene lato server, dagli header della richiesta. Sul dispositivo di chi apre il link non viene scritto niente e l'indirizzo IP non viene conservato in chiaro: diventa un codice che cambia ogni giorno. Nessun banner da mostrare, nessuno script di terze parti da caricare.
I clic dal QR stampato non hanno un'app di provenienza. Se il grosso del traffico arriva da WhatsApp, quel volantino sta girando fra le chat più che sui tavoli.
Se Instagram porta metà dei clic di WhatsApp, la storia da 20 secondi vale meno del messaggio che il cliente inoltra al gruppo di famiglia.
Il traffico da app di messaggistica è passaparola misurabile: qualcuno ha condiviso il tuo link con qualcun altro. È l'unico modo per vederlo senza chiedere.
Crea un link, condividilo dove lo condividi di solito e apri le statistiche. Piano gratuito, nessuna carta richiesta.